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Adatto a chi deve verificare un solo rapporto.
Attiva il pianoPer le aziende mandanti
Le mandanti devono verificare l'ammontare delle indennità spettanti agli agenti non solo quando devono corrisponderle, ma ogni anno in sede di redazione del bilancio di esercizio.
L'accantonamento è una stima che il bilancio deve accogliere ogni anno, non un importo che si scopre alla cessazione del mandato. Sono due esigenze distinte: una ricorrente, che torna a ogni chiusura di esercizio per tutta la rete; l'altra episodica, che riguarda un solo agente e quasi sempre arriva con un termine da rispettare.
PortaleAgenti risponde a entrambe con lo stesso conteggio, costruito sui criteri della normativa e degli accordi economici collettivi in vigore: FIRR, ISC, IM, IPNCPC e indennità ex art. 1751 c.c. Cinque minuti per agente, un documento in formato Word che resta archiviato nel tuo account e che l'anno successivo riapri e aggiorni invece di rifare.
Prepara il tuo conteggio Come si calcola l'accantonamento
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Le occasioni
Le occasioni sono due e non si somigliano. Cambiano il momento e il perimetro, ma non il grado di precisione richiesto.
Ricorrente
Alla data di bilancio ogni mandato in corso ha già prodotto un'indennità potenziale: non è ancora esigibile, ma è maturata, e cresce a ogni anno di rapporto e a ogni euro di provvigioni corrisposte. La direzione amministrativa deve quantificarla per l'intera rete e riportarla in bilancio come fondo. Il numero dell'esercizio precedente non è riutilizzabile: le provvigioni dell'anno appena chiuso lo hanno già modificato, e non in proporzione.
Episodica
Un agente si dimette, matura il diritto alla pensione, oppure il rapporto si interrompe per iniziativa dell'azienda. Da quel momento c'è un importo da corrispondere, un termine entro cui farlo e un conteggio da mettere per iscritto. Qui non serve una stima: serve un numero esatto, con l'indicazione dell'accordo e degli anni presi a base, perché è il numero che finisce nella comunicazione di cessazione o nel verbale di accordo.
È la combinazione delle due esigenze a determinare il piano giusto. Chi ha un solo agente e una sola pratica da chiudere esegue un conteggio e finisce lì. Chi ha una rete e una chiusura di bilancio da preparare esegue un conteggio per ogni mandato in corso, lo rifà ogni anno con i nuovi fatturati e ritrova archiviati i risultati degli anni precedenti: è la ragione per cui le aziende con più di qualche agente scelgono l'abbonamento annuale. Confronta i piani ↓
Il fondo
Il fondo indennità suppletiva di clientela, o fondo indennità cessazione rapporto, è una passività dello stato patrimoniale del bilancio civilistico. Nella prassi di molte aziende si costruisce per semplicità con un'aliquota media applicata al monte provvigioni dell'anno: un metodo rapido che smette di funzionare quando la rete invecchia, quando i mandati storici arrivano alla cessazione tutti nello stesso periodo, o quando cambiano gli accordi collettivi.
Con l'ordinanza del 28 giugno 2021, n. 18360, la Corte di Cassazione ha confermato che gli accantonamenti per l'indennità suppletiva di clientela spettante agli agenti di commercio sono deducibili dal reddito d'impresa per competenza, rientrando nel regime dell'art. 105 del TUIR sulle indennità di fine rapporto.
Il FIRR ha una natura diversa e va tenuto separato. L'azienda lo accantona presso la Fondazione Enasarco durante il rapporto, con versamenti periodici, e alla cessazione è la Fondazione a liquidarlo all'agente. Non è quindi un debito futuro da stimare: è un costo dell'esercizio in corso.
L'anzianità. Ogni dodici mesi di rapporto in più spostano l'agente lungo scale di calcolo progressive: la quota maturata nel decimo anno non vale quanto quella maturata nel secondo.
Le provvigioni. L'esercizio appena chiuso aggiunge un anno alla base di calcolo e, dove il criterio è una media, cambia anche il peso relativo degli anni precedenti. Un anno eccezionale in positivo o in negativo si ripercuote su tutto il conteggio.
La composizione della rete. I mandati cessati nell'anno escono dal fondo e vi entrano quelli nuovi, che nei primi esercizi pesano poco ma non pesano zero.
Il cambiamento delle regole. Quando un accordo economico collettivo viene rinnovato, i criteri con cui hai costruito il fondo l'anno precedente possono semplicemente non essere più quelli applicabili.
| Esercizio | Provvigioni corrisposte | Quota dell'anno | Fondo cumulato |
|---|---|---|---|
| 2015 | € 42.000 | € 1.260 | € 1.260 |
| 2016 | € 48.000 | € 1.560 | € 2.820 |
| 2017 | € 55.000 | € 1.925 | € 4.745 |
| 2018 | € 61.000 | € 2.318 | € 7.063 |
| 2019 | € 68.000 | € 2.788 | € 9.851 |
| 2020 | € 59.000 | € 2.596 | € 12.447 |
| 2021 | € 74.000 | € 3.478 | € 15.925 |
| 2022 | € 83.000 | € 4.150 | € 20.075 |
| 2023 | € 91.000 | € 4.823 | € 24.898 |
| 2024 | € 98.000 | € 5.488 | € 30.386 |
Una stima per difetto non elimina il costo: lo rinvia. Quando il mandato cessa e l'importo effettivo supera quanto accantonato, la differenza emerge come sopravvenienza passiva nell'esercizio in cui il rapporto finisce — un esercizio che non l'aveva prevista, e che spesso ne assorbe più di una insieme, perché le cessazioni di una rete tendono a concentrarsi. Una stima per eccesso ha l'effetto opposto e meno grave: immobilizza risultato che si libererà più avanti.
C'è poi il piano della cessazione, che riguarda il rapporto con l'agente. Un importo determinato con criteri approssimativi è un importo contestabile, e il contratto di agenzia è una materia in cui la contestazione arriva spesso e i termini per farla valere sono lunghi. Un conteggio costruito voce per voce, con l'accordo applicato e gli anni di provvigione presi a base, è la differenza fra una posizione documentata e una trattativa che comincia in svantaggio. Non serve allarme: serve un numero fatto bene, una volta all'anno, con lo stesso strumento con cui lo farebbe la controparte.
Stima l'accantonamento del prossimo bilancio
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Attualità normativa
Il quadro di riferimento si è mosso due volte in diciotto mesi, e si è mosso proprio sulle voci che compongono il fondo.
L'AEC Commercio del 4 giugno 2025, in vigore dal 1° luglio 2025, ha ampliato la base di calcolo dell'indennità suppletiva di clientela, che considera ora anche voci prima escluse: premi, rimborsi forfettari, compensi di coordinamento e di incasso. Lo stesso accordo ha invertito l'ordine delle operazioni con cui si determina l'indennità meritocratica, ha alleggerito l'onere della prova a carico dell'agente ed esteso i casi in cui l'indennità è riconosciuta. L'effetto atteso è un importo finale mediamente più alto per i rapporti che cessano dopo il 1° luglio 2025.
Dal 1° gennaio 2026 sono in vigore nuovi scaglioni e nuove aliquote per l'accantonamento presso la Fondazione Enasarco, con massimali sensibilmente più alti dei precedenti. Le nuove regole non sono retroattive: per gli accantonamenti fino al 2025 restano i criteri previgenti. Per l'azienda significa che la quota FIRR dell'esercizio 2026 non è confrontabile con quella del 2025.
I versamenti relativi al 2026 vanno effettuati entro il 31 marzo 2027. È l'unica scadenza su cui puoi ancora agire: va messa a calendario adesso. Messe in fila, le tre modifiche vanno tutte nella stessa direzione — un fondo costruito con i criteri anteriori al luglio 2025 è, con ogni probabilità, sottodimensionato.
Le sintesi di categoria circolate finora sono utili per capire la direzione, non per fissare un numero. Prima di usare uno scaglione, un'aliquota o un massimale in un conteggio destinato al bilancio, verifica il testo integrale dell'accordo e le circolari della Fondazione: sono le uniche fonti su cui una posta di bilancio può appoggiarsi. La piattaforma applica i criteri dell'accordo che selezioni; i testi restano consultabili sul sito, nella pagina sul regolamento Enasarco e in quella sugli accordi economici collettivi.
La cessazione
Alla cessazione il conteggio smette di essere una stima e diventa un atto. Le voci da considerare sono quelle che il codice civile e l'accordo applicabile pongono a carico della mandante, e vanno calcolate tutte — comprese quelle che a una prima lettura sembrano non spettare. Escluderle senza averle calcolate è ciò che rende fragile una posizione, perché in una contestazione la voce omessa è la prima che viene chiesta.
l'indennità accantonata presso l'Enasarco
indennità suppletiva di clientela
indennità meritocratica
l'indennità prevista dall'art. 1751 del codice civile
indennità per il patto di non concorrenza post contrattuale
Il risultato non è un totale isolato: è un prospetto voce per voce, con gli anni di provvigione presi a base, la forma del mandato e l'accordo applicato, in formato Word. Si allega alla comunicazione di cessazione, si porta in una trattativa, si consegna al legale che segue la pratica senza che debba ricostruirlo.
Vale anche nella direzione opposta. Quando è l'agente a presentare un proprio conteggio, disporre dello stesso calcolo eseguito con lo stesso strumento riporta la discussione su un terreno verificabile: si confrontano i dati inseriti — date, provvigioni, accordo applicato — invece delle conclusioni. È la stessa piattaforma che usano gli agenti di commercio e i professionisti che li assistono: lo strumento è il medesimo per entrambe le parti, e il calcolo non tifa.
Esegui il conteggio di una cessazione
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Il processo
Tre passaggi. La prima volta si impiega qualche minuto in più per prendere confidenza con le voci; dal secondo agente in poi il tempo è quello di recuperare i dati dalla contabilità.
Inserisci i dati dell'azienda e dell'agente cui il conteggio si riferisce: servono a intestare il documento e a ritrovarlo in archivio il prossimo esercizio. Poi indichi quali indennità calcolare. Se con quell'agente è stato stipulato un patto di non concorrenza post contrattuale aggiungi anche la relativa indennità: è la voce che più spesso manca all'appello quando l'accantonamento viene stimato in modo forfettario.
Monomandato o plurimandato, e quale accordo economico collettivo si applica — commercio o industria, nella versione vigente alla data che ti interessa. È la scelta che determina scaglioni, percentuali e massimali dell'intero conteggio. Per una stima di accantonamento indica come data finale il giorno di chiusura dell'esercizio: il conteggio restituisce l'indennità maturata fino a quella data.
Per ogni anno l'imponibile delle provvigioni corrisposte all'agente e gli importi non ancora liquidati. È il passaggio che richiede più tempo ed è quello che determina la precisione del risultato: conviene estrarre i dati dalla contabilità una volta sola e riutilizzarli per tutti gli agenti dello stesso esercizio.
Il conteggio si scarica in formato Word e si stampa senza limiti. Resta archiviato per tutta la durata dell'abbonamento e può essere rielaborato: l'anno successivo riapri lo stesso conteggio, aggiungi l'esercizio appena chiuso e ottieni l'importo aggiornato senza ricominciare da zero.
Condivisione
Dopo lo sblocco dei risultati condividi il conteggio per email con chi deve iscrivere l'accantonamento a bilancio e con il legale che segue il rapporto. Un solo documento, la stessa versione per tutti.
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I piani
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Attiva il pianoTutti gli importi sono al netto dell'IVA. Prepara prima il tuo conteggio: nessun costo fino allo sblocco.
Chi siamo
PortaleAgenti è di PR Consulting S.r.l.s., con sede a Treviso, ed è stata sviluppata da un team di avvocati insieme a un gruppo informatico. Non è un foglio di calcolo con un'interfaccia sopra: è la traduzione in software del modo in cui questi conteggi vengono fatti, e discussi, quando finiscono davanti a un giudice.
La differenza si vede nell'assistenza: quando serve risponde uno degli avvocati del team, non un operatore. E con qualunque piano puoi prenotare un colloquio gratuito con un avvocato esperto di rapporti di agenzia, utile soprattutto la prima volta o per valutare insieme un conteggio complesso.
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